SISTEMI DI ACCUMULO

Adottare un sistema di accumulo significa poter raggiungere il più possibile l’indipendenza energetica, ma la scelta di una soluzione errata soprattutto in presenza di impianti fotovoltaici già realizzati può azzerare i benefici e addirittura causare perdite di denaro. Perché?

Il sistema di accumulo fotovoltaico che va per la maggiore prevede un inverter che, oltre alle sue normali funzioni, sia in grado di gestire gli accumulatori. Chi possiede già un impianto fotovoltaico, però, saprà che un inverter è già stato installato. Quindi dovrebbe sostituire quello esistente (pensate: state sostituendo e buttando una componente piuttosto costosa che ancora funziona!) con il nuovo modello. Oltre che rivelarsi anti economico è una soluzione che può far perdere anche una quota degli incentivi per chi ha i contributi del Conto Energia del GSE come avremo modo di spiegarvi.

I produttori dei dispositivi di gestione e controllo dei sistemi di accumulo commercializzano in genere una loro soluzione che viene adottata e proposta ai clienti finali dagli installatori. Costoro rischiano spesso di non porre la necessaria attenzione nel valutare la situazione esistente, fondamentale per garantire l’installazione ottimale, e finiscono per fornire lo stesso tipo di impianto a clienti con situazioni diverse che necessitano di diverse soluzioni.

Una piccola nota tecnica che ti sarà utile per capire il seguito del discorso:

Gli accumulatori funzionano in corrente continua, così come i pannelli fotovoltaici producono energia in corrente continua (avendo polo positivo e negativo), per cui tecnicamente la soluzione ottimale per gestire gli accumulatori è installarli in modo che l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico possa caricare gli accumuli e solo quando serve venga convertita in alternata dall’inverter, una sola volta, limitando le perdite di sistema.

Voltastorage a fronte delle esperienze maturate negli anni anche nella realizzazioni di impianti fotovoltaici in isola totalmente scollegati dalla rete ha concentrato i propri sforzi nel classificare le situazioni tipiche che si incontrano installando un sistema di accumulo fotovoltaico e nell’elaborazione di soluzioni adatte ad ognuna di esse.

Tale processo ha portato a identificare tre situazioni che devono essere gestite in modo diverso con la scelta di sistemi di accumulo che utilizzano dispositivi di gestione e controllo specifici.

Sono previsti differenti sistemi di accumulo per:

1] nuovi impianti fotovoltaici

Nei nuovi impianti è oggi preferibile installare direttamente un inverter che contiene già al suo interno i sistemi di controllo e gestione degli accumulatori posti esternamente. E’ la soluzione più semplice dal punto di vista dell’installazione e permette di ottimizzare l’impianto e gli spazi. Alcune case costruttrici sono già arrivate a proporre inverter che includono già al loro interno degli accumulatori di media-bassa capacità. In questi casi si tratta di accumulatori agli ioni di litio, ovvero le batterie che ad oggi sfruttano la tecnologia più avanzata e che risultano in assoluto le più leggere e le più compatte(confronta con la pagina ”tipologie di accumulatori” negli approfondimenti).

2] impianti fotovoltaici esistenti senza conto energia

In questo caso la soluzione del punto precedente comporterebbe la sostituzione dell’inverter che, come premesso, potrebbe risultare antieconomica. La soluzione ottimale prevede l’installazione di un dispositivo di gestione degli accumuli, esterno all’inverter, fra moduli fotovoltaici e inverter. E’ il modo più economico, semplice ed efficiente, sia dal punto di vista tecnico che burocratico.

3] impianti fotovoltaici esistenti con conto energia

Gli impianti fotovoltaici con il conto energia ottengono un incentivo per ogni kWh prodotto in base alla misura effettuata dal contatore di produzione dell’energia alternata in uscita dall’inverter. A causa delle perdite che inevitabilmente si hanno negli accumuli, mettere un sistema di accumulo prima dell’inverter significa perdere una parte di energia misurata dal contatore e quindi privarsi di una quota degli incentivi. Per tale ragione anche in questo caso conviene installare i sistemi di accumulo esterni all’inverter, ma dovranno essere installati tra il contatore di produzione e quello di scambio verso l’utenza. 

Una volta individuata una delle tre soluzioni si dovrà:

– considerare se l’impianto elettrico e fotovoltaico è monofase oppure trifase.

– scegliere la dimensione degli accumulatori in termini di energia immagazzinabile (kwh disponibili).

– valutare il livello di investimento che si intende affrontare.