TIPOLOGIE DI ACCUMULATORI

Le batterie tipicamente più usate sono di due tipi: Piombo acido e ioni di litio.

 

Piombo acido

E’ la tecnologia più sperimentata ed è già in uso in moltissimi settori. Hanno prezzi relativamente contenuti e sono facilmente integrabili con molti dispositivi grazie alla tensione di 24 V.

Le tecnologie attualmente utilizzate nel settore dei sistemi di accumulo sono essenzialmente quelle a elettrolita gelificato (piombo gel) o assorbito (AGM). Questo perché la tecnologia ad acido libero rilascia sostanze nell’ambiente, creando la necessità di un rabbocco e non rendendosi adatta all’installazione in locali chiusi.

Ioni di litio

E’ la tecnologia più recente e sicuramente la più avanzata perché garantiscono una maggiore efficienza e una durata prolungata. Rispetto alla tecnologia al piombo consentono l’erogazione di una potenza più alta e hanno una maggiore profondità di scarica. Queste batterie tra l’altro hanno una maggiore compattezza e minor peso. La tensione operativa è uguale o superiore ai 48 V.

Le batterie al litio lavorano molto bene alle temperature che si possono registrare normalmente negli edifici, non sono soggette a surriscaldamento e hanno un livello di sicurezza davvero notevole.

Si prestano a essere utilizzate anche con microcicli, ovvero si può caricare o scaricare non completamente senza che la batteria ne risenta , cosa che provoca un rapido deterioramento delle batterie al piombo. 

Il rapporto qualità prezzo risulta molto simile per batterie al litio e al piombo gel mentre le AGM, sebbene costino meno, garantiscono prestazioni minori risultando svantaggiose sul lungo periodo.

Nell’installazione di un sistema di accumulo negli edifici sicuramente la scelta ricadrà su una di queste due tecnologie a meno che non ci siano esigenze davvero particolari.

Esistono poi altri tipi di accumulatori meno usati come:

  • le batterie Nichel Cadmio, che possono effettuare un numero elevato di cicli di carica e scarica e sono veloci da caricare ma che costano molto.
  • Le batterie con tecnologia al sale (Sodio Nichel) e quelle al polifosfuro bromuro, che non sono adatte allo stoccaggio domestico ma vengono impiegate in impianti di dimensioni medio grandi.
  • Altre batterie come le Zinco Bromo e le Zolfo Sodio, che sono adatte allo stoccaggio ma hanno controindicazioni importanti(rispettivamente la pericolosità del bromo e le alte temperature di lavoro).
  • Batterie sperimentali come le Vanadio redox e le metallo aria
  • Sistemi non chimici come il volano, i supercondensatori, la produzione di idrogeno o di aria compressa, che difficilmente si adattano alle soluzioni domestiche.